Tro­feo Scac­chi Scuo­la 2026 – Il D’Azeglio alle nazio­na­li

18/5

Era la mez­za­not­te del 18 mag­gio e 15 ragaz­zi si avvia­va­no ver­so Mon­te­sil­va­no per par­te­ci­pa­re alle fasi Nazio­na­li del Tro­feo Scac­chi Scuo­la, sognan­do nel men­tre, oltre a immen­si trion­fi e meda­glie, ovvia­men­te, il loro cusci­no e il let­to che ave­va­no tri­ste­men­te abban­do­na­to.  Così, dopo 9 ore di viag­gio in pull­man ric­che di chiac­chie­re e dor­mi­te sul­le spal­le dei pro­pri com­pa­gni, le nostre squa­dre sono arri­va­te in quel­la magni­fi­ca cit­tà di cui tut­ti, alme­no una vol­ta nel­la vita, abbia­mo sen­ti­to par­la­re: Mon­te­sil­va­no. Que­st’an­no il D’A­ze­glio ha pre­sen­ta­to tre squa­dre così com­po­ste:

Allie­vi:

  1. Ache­nio Sogno (2CS)
  2. Mat­teo Audi­sio (3E)
  3. Jaco­po Gan­za­ro­li (2D)
  4. Davi­de Alba­ne­se (2CS)
  5. Loren­zo Berio (2CS)
  6. Fede­ri­co Paga­ni (1AS)

Allie­ve:

  1. Bian­ca Minoz­zi (2E)
  2. Emma Ver­nì (2CS)
  3. Dan­je­la Rro­ku (1BS)
  4. Ade­le Ter­zo­lo (2CS)
  5. Ales­sia Ele­na Topa (2E)

Junio­res asso­lu­ti:

  1. Miche­le Ceri­co­la (3F)
  2. Andrea Grop­pi (3F)
  3. Giu­lio Del­l’Ar­ti (4H)
  4. Pie­tro Del­ton (5D)

Vi sta­re­te chie­den­do: con a mala­pe­na tre ore di son­no e un lan­ci­nan­te mal di schie­na, come avran­no gio­ca­to i ragaz­zi? Sor­pren­den­te­men­te bene! La squa­dra degli allie­vi asso­lu­ti ottie­ne il pri­mo gior­no una pat­ta con­tro la squa­dra del Maf­fuc­ci di Cali­tri e le altre due squa­dre si gua­da­gna­no una como­da vit­to­ria per 3 a 1 con­tro i rispet­ti­vi avver­sa­ri. 

19/5

Il gior­no dopo vie­ne gio­ca­to il secon­do tur­no. Pof­far­bac­co, defi­nir­lo medio­cre sareb­be un com­pli­men­to. Le allie­ve per­do­no 2.5 a 1.5, men­tre  gli allie­vi per­do­no 4 a 0. Un risul­ta­to aggra­va­to dal mal di mare di Ache­nio Sogno, che rischia di neu­tra­liz­za­re fisi­ca­men­te i com­pa­gni scon­fit­ti. Risve­glia­ti dal­lo spi­ri­to di rival­sa e dal rumo­re del­le onde che li chia­ma­no a sé, i gran­dio­si Team rin­sa­vi­sco­no appe­na pri­ma dell’inizio del ter­zo round di par­ti­te, gio­ca­to da tut­ti, o qua­si, in manie­ra super­ba. Vin­co­no tut­te le squa­dre, con Emma Ver­nì che domi­na la par­ti­ta dal­la pri­ma mos­sa, chiu­den­do­la con un incre­di­bi­le sacri­fi­cio di alfie­re, degno dei miglio­ri gio­ca­to­ri al mon­do. Men­tre per gli allie­vi tor­na a vin­ce­re Davi­de Alba­ne­se, che, sfrut­tan­do una disat­ten­zio­ne dell’avversario, mostra un gran­de spi­ri­to tat­ti­co e con­clu­de ele­gan­te­men­te con un mat­to.

Per ripo­sar­si gli allie­vi e le allie­ve deci­do­no di pas­sa­re il pome­rig­gio al mare.

Uno dei ragaz­zi, il cui nome si tie­ne secre­ta­to per non scre­di­tar­ne le pro­dez­ze scac­chi­sti­che, si dimen­ti­ca le chia­vi del­la stan­za dell’hotel in tasca, pro­ce­de con gio­ia e con non­cha­lan­ce  ver­so il mare. Pochi atti­mi dopo, rea­liz­za­to l’errore, dif­fon­de il pani­co tra i com­pa­gni e invo­ca l’aiuto del pro­fes­sor Lucia­no Intil­la, sto­ri­co accom­pa­gna­to­re dei ragaz­zi non­ché refe­ren­te del club. Nel­le ore suc­ces­si­ve si for­ma una squa­dra di ricer­ca per tro­va­re le chia­vi per­du­te, ma, come reci­ta il det­to, il mare dà e il mare toglie, e l’Adriatico, quel gior­no, non inten­de resti­tuir­le. Non c’è nem­me­no tem­po di chie­der­ne una copia alla recep­tion dell’hotel che ini­zia il quar­to tur­no di gio­co. Nono­stan­te abbia­no anco­ra i capel­li impre­gna­ti di sal­se­di­ne i ragaz­zi e le ragaz­ze del Liceo sem­bra­no rivi­ta­liz­za­ti dal­la pau­sa e gio­ca­no con spen­sie­ra­tez­za. Gli junio­res e le allie­ve vin­co­no 3 a 1, ma gli allie­vi, for­se trop­po spen­sie­ra­ti, con­ce­do­no agli avver­sa­ri una meri­ta­ta vit­to­ria per 3 a 1. Tra quel­le gio­ca­te dagli Junio­res spic­ca la par­ti­ta del capi­ta­no Miche­le Ceri­co­la, tan­to degna di nota da meri­tar­si uno spa­zio per il “com­men­to tec­ni­co” fat­to dal gio­ca­to­re stes­so e lascia­to al let­to­re come nota fina­le.

20/5

Il ter­zo gior­no, 20 mag­gio, si gio­ca­no due par­ti­te in mat­ti­na­ta e i nostri eroi, ormai este­nua­ti da sera­te di bagor­di e pome­rig­gi pas­sa­ti a pren­de­re il sole sul­le cal­de sab­bie abruz­ze­si, pun­ta­no con gran fati­ca ad una mai inspe­ra­ta sca­la­ta alle clas­si­fi­che. Alle 9:00 del mat­ti­no, nono­stan­te la stan­chez­za, gli allie­vi vin­co­no su due scac­chie­re, tro­van­do una inspe­ra­ta pat­ta com­ples­si­va, gra­zie anche a Jaco­po Gan­za­ro­li, che, tito­la­re in que­sto caso del­la pri­ma scac­chie­ra, dimo­stra gran­de valo­re e si gua­da­gna la fidu­cia del team. Degna di nota è anche la pre­sta­zio­ne di Pie­tro Del­ton, capo­sal­do e sto­ri­co mem­bro del Club di scac­chi, che, sdra­ia­to como­da­men­te sul tavo­lo da gio­co come da con­sue­to, fa uso spre­giu­di­ca­to con­tro l’avversario del suo fami­ge­ra­to “Gio­co arti­sti­co”, sti­le di gio­co che mie­te­rà mol­te vit­ti­me duran­te tut­ta la com­pe­ti­zio­ne.

Il penul­ti­mo tur­no si apre con gran­di aspet­ta­ti­ve per la squa­dra del­le allie­ve, che, dopo aver bat­tu­to in cia­bat­te (per qual­cu­na del­le daze­gli­ne si può inten­de­re let­te­ral­men­te) le avver­sa­rie del Det­to­ri di Caglia­ri, si tro­va per poco al secon­do posto. Nul­la da fare però, una noio­sa pat­ta le rele­ga appe­na sot­to al podio. Un altro pome­rig­gio di mare ser­ve a tut­te le squa­dre per rica­ri­ca­re le bat­te­rie e per­met­te alle allie­ve, in bar­ba al fair play, di cer­ca­re di cor­rom­pe­re le avver­sa­rie dell’indomani.

21/5

Ed ecco­ci all’ultimo, fon­da­men­ta­le ed epi­co, tur­no di gio­co. Si vor­reb­be rac­con­ta­re al let­to­re che gran­dio­se par­ti­te abbia­no por­ta­to alla glo­ria le allie­ve, che gra­zie ad un ribal­ta­men­to del­le clas­si­fi­che gli Junio­res abbia­no scrit­to una pagi­na nel­la sto­ria del Liceo, che gli allie­vi non sia­no arri­va­ti a sfio­ra­re l’ultima posi­zio­ne del­la clas­si­fi­ca con il peg­gior pun­teg­gio mate­ma­ti­ca­men­te otte­ni­bi­le, ma nel mon­do stu­pen­do e poe­ti­co del Gio­co degli Scac­chi ci si rifà ai fat­ti, e quin­di, pur­trop­po, la com­pa­gi­ne tori­ne­se si por­ta sul pull­man da Mon­te­sil­va­no alla casa base una col­le­zio­ne di risul­ta­ti dal­la discu­ti­bi­le ono­ra­bi­li­tà.

Il tor­neo si chiu­de, per l’appunto, con un otti­mo set­ti­mo posto per le allie­ve, che abban­do­na­no l’inseguimento alla maglia rosa degli scac­chi solo all’ultima par­ti­ta, un sedi­ce­si­mo posto per i vete­ra­ni del­la squa­dra junio­res, sem­pre vici­ni al trion­fo ma rele­ga­ti al ruo­lo di vin­ci­to­ri spi­ri­tua­li, e una leg­gen­da­ria, ben­ché in nega­ti­vo, 54°/66 posi­zio­ne degli allie­vi. 

Nono­stan­te la bache­ca dei tro­fei resti per quest’anno ine­so­ra­bil­men­te vuo­ta, l’im­pe­gno degli stu­den­ti e la dedi­zio­ne degli inse­gnan­ti, su tut­ti l’allenatore uffi­cia­le Mir­ko Liz­zul, per­met­te­rà al Club di scac­chi del­la scuo­la di cre­sce­re nuo­vi pic­co­li pro­di­gi di que­sto bel­lis­si­mo sport e for­se, un gior­no, di por­ta­re in patria la tan­to atte­sa meda­glia d’oro del tor­neo nazio­na­le.

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Foto di rito:

COM­MEN­TO PAR­TI­TA del giga gran mae­stro (GGM) Miche­le Ceri­co­la

Gle­ri­dis, Ale­xan­dros – Ceri­co­la, Miche­le Etto­re 0–1 19/05/2026 Tur­no 4 30’+15’’

La par­ti­ta che mi pia­ce­reb­be mostrar­vi è quel­la gio­ca­ta al quar­to tur­no.

Essen­do il pri­mo tur­no che gio­ca­va­mo sul famo­so ‘’Pal­co’’ (area del­la sala di gio­co dedi­ca­ta alle pri­me tre scac­chie­re U18), non pote­vo com­met­te­re alcun pas­so fal­so. Ero deter­mi­na­to a por­ta­re a casa una vit­to­ria per i miei com­pa­gni Vir­tus Gro­pius, GDA e Pip­pi Del­ton (chia­ma­to così da qual­che sua ‘’ami­ca’’), seb­be­ne gio­cas­si da Nero.

1.e4 c5  La famo­sis­si­ma Dife­sa Siciliana.L’idea prin­ci­pa­le di que­sta aper­tu­ra è crea­re un gio­co asim­me­tri­co e sbi­lan­cia­to fin dal­la pri­ma mos­sa. Il Nero evi­ta rispo­ste sim­me­tri­che, con­trol­la la casa cen­tra­le d4 con il pedo­ne ‘c’ e pre­pa­ra un fero­ce con­trat­tac­co sul lato di don­na, lascian­do al Bian­co il cen­tro ma minac­cian­do di sfon­da­re. Spes­so le posi­zio­ni che nasco­no al ter­mi­ne di que­sta aper­tu­ra sono moool­to sbi­lan­cia­te, ma come vedre­mo in que­sta par­ti­ta, il Bian­co può anche entra­re in linee meno taglien­ti e mol­to posi­zio­na­li.

2. Cf3 d6  Con 2…d6 entria­mo nel­la Sici­lia­na Naj­dorf, una del­le aper­tu­re più ana­liz­za­te pro­fon­da­men­te nel­la sto­ria degli scac­chi.

3. d4 cxd4 4. Dxd4 Il Bian­co ricat­tu­ra in d4 con la sua regi­na. Si trat­ta di una con­ti­nua­zio­ne tipi­ca di gio­ca­to­ri com Pip­pi che evi­ta la linea prin­ci­pa­le del­la Sici­lia­na Naj­dorf. Di soli­to è con­si­de­ra­to con­tro i prin­ci­pi base svi­lup­pa­re pre­sto la pro­pria regi­na per­ché può esse­re un ber­sa­glio che offre al nemi­co un tem­po di svi­lup­po pre­zio­so.

4… Cc6 5. De3 g6 libe­ra la casa g7 per svi­lup­pa­re l’Alfiere sul­la Gran­de Dia­go­na­le a1-h8.

6. Ae2 Ag7 7. 0–0 Cf6 8. h3 Cd7!? Que­sto è il pri­mo momen­to nel qua­le ho impie­ga­to del tem­po per pen­sa­re. La con­ti­nua­zio­ne più natu­ra­le sareb­be 8…0–0, però mi infa­sti­di­va­no temi con la spin­ta del pedo­ne in e5. Per evi­ta­re ciò, ho opta­to per una mano­vra di Caval­lo per por­tar­lo in c5 e apren­do in que­sto modo la dia­go­na­le all’Alfiere. 

9. c4 que­sta mos­sa di pedo­ne ser­ve a con­trol­la­re la casa in d5 e pre­pa­ra Cc3. Que­sta strut­tu­ra è cono­sciu­ta come Muro di Maroc­zy, mol­to soli­do (vie­ne chia­ma­to Muro per que­sto).

9… 0–0 10. Cc3 a5 que­sta mos­sa mi è sem­bra­ta piut­to­sto ambi­zio­sa e simi­le allo sti­le di gio­co del Pro­fes­so­re Intil­la, lascia­te­mi spie­ga­re: voglio gio­ca­re a4+a3+Da5 e rom­pe­re la strut­tu­ra pedo­na­le sul lato di Don­na. Piut­to­sto sem­pli­ce come pia­no.  In que­ste posi­zio­ni, poco tat­ti­che e mol­to posi­zio­na­li, dob­bia­mo mano­vra­re len­ta­men­te i pez­zi per por­tar­li in una posi­zio­ne idea­le e gua­da­gna­re spa­zio. Que­sto pia­no com­pli­ca un po’ le cose rispet­to alla mos­sa più gio­ca­ta dai Gran­di Mae­stri ovve­ro 10…Db6 per cam­bia­re le Don­ne. Mi sen­ti­vo mol­to con­fi­dent qui, per­ché ho visto Lucia­no Intil­la (det­to ‘’Luci’’ per i più stret­ti) annui­re. Ave­vo la sua appro­va­zio­ne, e ne ero ono­ra­to.

11. b3, a4 Sfrut­tan­do un sim­pa­ti­co tema tat­ti­co. 12. bxa4 non è buo­na per via di 12…Cc5! e recu­pe­ria­mo un pedo­ne che a pri­ma vista sem­bra­va per­du­to.

12. Tb1, axb3 13. axb3, Da5 14. Ab2?!  Qui 14. Cd5 sem­bra miglio­re: segue 14…e6 15. b4 Da7 16. Dxa7 Txa7 17. Cc7 Ta2 e il Bian­co sta leg­ger­men­te meglio. 

14… Dc5 15. Dd2  15.Dxc5 non anda­va per via di 15… Cxc5 16. Cd2 Cb4 e il Nero sta meglio

15…Cb6 16. Ce1 la par­ti­ta sem­bra un po’ chiu­sa… 

16…Cd4 17. Ad1, f5  final­men­te si apre il gio­co. Que­sta mos­sa rac­chiu­de diver­si con­cet­ti: Spin­ta di rot­tu­ra, gua­da­gno di spa­zio, pos­si­bi­le aper­tu­ra del­la colon­na ‘f’ per la mia Tor­re e in caso di cat­tu­ra del pedo­ne ‘f’, svi­lup­po dell’Alfiere in f5.

In quel momen­to ho pen­sa­to ai miei com­pa­gni di clas­se che sta­va­no facen­do la veri­fi­ca su Dan­te men­tre io gio­ca­vo a scac­chi al mare. Ero feli­ce, e lo sape­vo.

18. Cd3, Dc6 19. exf5, Axf5 20. Ce2? Ave­vo come al soli­to due minu­ti sull’orologio con­tro i 15 minu­ti dell’avversario.. Noto nel­le altre scac­chie­re che i miei com­pa­gni sta­va­no lot­tan­do, spe­cial­men­te Pip­pi era agguer­ri­to nono­stan­te aves­se posi­zio­ne per­sa. Con­trol­lo bene la posi­zio­ne. Vede­te qual­co­sa? quel pedo­ne in g2 difen­de con­tem­po­ra­nea­men­te il pedo­ne in h3 e la casa f3 da un allet­tan­te dop­pio di Caval­lo. Quin­di cosa fare? 

20…Axh3! Il Bian­co ha un pedo­ne in meno, ma da moto­re la posi­zio­ne risul­ta pari solo con 21. Cef4! Segue 21… Af5 22. Ta1 Tae8 23. Te1 e6 con gio­co pra­ti­co miglio­re per il Nero.

21. Ce1??  Que­sto è il momen­to fon­da­men­ta­le del­la par­ti­ta. Mi guar­do intor­no. Noto lo sguar­do di Lucia­no (det­to anche “Intil­la” nei con­te­sti più oscu­ri e for­ma­li): è con­fu­so. Vir­tus Gro­pius e GDA sta­va­no lot­tan­do, Pip­pi inve­ce ave­va abban­do­na­to. Osser­vo nuo­va­men­te la posi­zio­ne in modo mol­to rapi­do (ave­vo 30 secon­di sull’orologio) e noto lo stes­so tema di pri­ma: g3 con­ti­nua a difen­de­re la casa f3 dal dop­pio di Caval­lo. Quin­di? Sacri­fi­chia­mo la Don­na! 

21…Dxg2+! 22. Cxg2, Cf3+ 23. Rh1, Axg2+ 24. Rxg2, Cxd2 25. Axg7, Rxg7 26. Ac2, Cxf1 0–1. Par­ti­ta vin­ta! Dopo il gua­da­gno di qua­li­tà e due pedo­ni, infat­ti, la posi­zio­ne del Bian­co è total­men­te per­sa e pri­va di com­pli­ca­zio­ni.

Que­sta par­ti­ta, oltre ad esse­re un buon eser­ci­zio di tat­ti­ca, inse­gna quat­tro cose: 

  1. In posi­zio­ni stra­te­gi­che non biso­gna attac­ca­re imme­dia­ta­men­te sen­za cri­te­rio, è fon­da­men­ta­le svi­lup­pa­re pri­ma i pez­zi e col­lo­car­li, pas­so dopo pas­so e con­trol­lan­do le pos­si­bi­li rispo­ste dell’avversario, nel­la loro posi­zio­ne idea­le;
  2. Non biso­gna nem­me­no fare il ragio­na­men­to inver­so: è seve­ra­men­te vie­ta­to pen­sa­re che una posi­zio­ne chiu­sa impli­chi un gio­co pas­si­vo e poco ambi­zio­so;
  3. Pri­ma di muo­ve­re, è bene con­trol­la­re sem­pre se ci sono tat­ti­ci­smi in una o due mos­se da par­te nostra o da par­te dell’avversario;
  4. Ave­re Lucia­no Intil­la (det­to “il goat” da Magnus) che guar­da una tua par­ti­ta e che addi­rit­tu­ra annui­sce dopo una tua mos­sa è un’emozione inde­scri­vi­bi­le.

Anche gra­zie a que­sta vit­to­ria, abbia­mo vin­to il quar­to tur­no 3–1. Grop­pi e Dell’Arti han­no gio­ca­to una par­ti­ta di sacri­fi­cio e di duro cal­co­lo. Pure Pit Del­ton ha gio­ca­to mol­to bene, ma una svi­sta in medio gio­co ha com­pro­mes­so signi­fi­ca­ti­va­men­te il resto del­la sua par­ti­ta.

In con­clu­sio­ne, spe­ro che abbia­te tro­va­to il mio com­men­to istrut­ti­vo e diver­ten­te..

Gra­zie e alla pros­si­ma!

Ulti­mo aggior­na­men­to: 4 Giu­gno 2026

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