
Partecipare ad un progetto di diplomazia internazionale è un’occasione per formarsi, dibattere sulla geopolitica odierna e confrontarsi con delegati internazionali: siamo Cosmina Nastasa e Rebecca Battaglia e a marzo abbiamo vissuto questa realtà partecipando come delegate italiane al MUN (Model United Nations) presso il quartier generale dell’ONU a New York.
Il MUN è la conferenza più grande, diversificata e prestigiosa del Model United Nations, che ogni anno coinvolge migliaia di studenti liceali e universitari, provenienti da oltre 60 paesi, che sono tenuti a ricoprire il ruolo di delegati internazionali per confrontarsi su questioni e temi chiave della geopolitica mondiale, della cooperazione internazionale e dello sviluppo globale.


Entrambe ci siamo candidate al bando nazionale “Ambassador of the Future” sostenendo il colloquio d’ammissione in lingua inglese volto a valutare le competenze di cultura generale riguardo alla storia della geopolitica e alle relazioni internazionali attuali: grazie ad una preparazione mirata siamo state entrambe selezionate e premiate con una borsa di studio individuale. Successivamente alla selezione, abbiamo seguito un corso di formazione della durata di 4 mesi, focalizzato sull’analisi delle dinamiche diplomatiche e della geopolitica globale ed orientato allo sviluppo di competenze quali la redazione di position papers e la strutturazione di speeches efficaci e incisivi, studiati per essere presentati durante i dibattiti in commissione.
In virtù del fatto che siamo compagne di classe, abbiamo consapevolmente scelto di lavorare individualmente in questo progetto, al fine di trarre il massimo beneficio formativo dall’esperienza: questa decisione ci ha stimolate a confrontarci con delegati stranieri e a gestire autonomamente le dinamiche relazionali, affrontando il percorso senza una figura amica di riferimento.
Io, Cosmina, sono stata una delegata della Côte d’Ivoire all’interno dell’ United Nations International Children’s Fund (UNICEF). Il topic che la commissione ha scelto di priorizzare ha riguardato la protezione dei minori in contesti di conflitti armati; parallelamente le delegazioni si sono impegnate nell’elaborazione di strategie mirate al miglioramento delle condizioni di salute di infants e toddlers, riconoscendo entrambi i topic come urgenti e cruciali per la comunità globale.
Invece io, Rebecca, ho rappresentato Antigua e Barbuda alla World Health Assembly (WHA). I due topic assegnati alla mia commissione chiedevano di mitigare gli alti livelli di esposizione ad agenti cancerogeni e di garantire la possibilità di accedere a servizi sanitari ritenuti non essenziali a più persone possibili. Durante la prima sessione della WHA si è deciso, a seguito di una votazione, di collaborare per trovare delle soluzioni al primo topic in quanto reputato più urgente.
Sia nella WHA che nell’UNICEF le giornate di dibattito si svolgevano seguendo una rigorosa scansione procedurale, alternando informal e formal caucuses (dibattiti). Durante le sessioni informali i delegati interagiscono liberamente con le altre rappresentanze, instaurando coalizioni strategiche e dialoghi volti all’individuazione di interessi comuni e alla formazione di blocs. Al contrario, i dibattiti formali sono rigidamente regolamentati e consentono ai delegati di esporre speeches, pronunciati in seguito alla presentazione di mozioni indirizzate al Chair, cruciali per l’articolazione della posizione del proprio paese sui temi in agenda. L’obiettivo dei blocs e dei caucuses è stilare resolutions e ottenere 2\3 dei voti delle delegazioni per far passare la propria. Con queste modalità:
- la WHA è arrivata alla conclusione che per risolvere il problema degli agenti cancerogeni bisogna introdurre una classificazione più chiara degli agenti cancerogeni, leggi più severe sui controlli negli ambienti di lavoro, ma anche sul consumo di alcol e tabacco e incentivare l’informazione sui rischi domestici legati a questo problema.
- l’UNICEF, guidata dai principi sanciti dalla Resolution 64\142 del 2009 che sottolinea l’importanza della cooperazione globale per garantire il benessere dei bambini, ha elaborato soluzioni su ampia scala con una visione multilaterale. Tra le misure proposte figurano: l’istituzione di piani di sicurezza alimentare in collaborazione con l’ ONG Food for all Children, partenariati strategici con il International Monetary Fund (IMF) e la Global Water Partnership, la creazione di uno Youth Peace Summit e il rafforzamento della cooperazione con il United Nations Monitoring and Reporting Mechanism (MRM), al fine di assicurare monitoraggio sistematico e risposte tempestive alle violazioni dei diritti dei minori in contesti di conflitto.
Il Model United Nations (MUN) ha rappresentato per entrambe un’esperienza di altissimo valore formativo e umano. Confrontarci quotidianamente con delegazioni provenienti da ogni parte del mondo ci ha permesso di affinare competenze fondamentali, quali il public speaking, la negoziazione, la cooperazione internazionale e l’analisi critica di scenari complessi. Questa simulazione diplomatica ci ha rese consapevoli dell’importanza del ruolo attivo che i giovani possono avere e devono effettivamente assumere nella promozione della cooperazione internazionale, della tutela dei diritti umani e della costruzione di un ambiente più equo, sostenibile e orientato al dialogo.
Mail per informazioni: cosmina.nastasa‑s@liceomassimodazeglio.it \ rebecca.battaglia‑s@liceomassimodazeglio.it









Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2025


