…affinché si sappia che il loro sacrificio NON è stato vano!

La classe 2A del liceo “D’Azeglio” lo scorso 13 marzo ha partecipato a un’iniziativa di sensibilizzazione sui temi dell’antimafia, della legalità e della solidarietà, in occasione dell’esposizione dell’auto di scorta del giudice Giovanni Falcone. L’evento, organizzato da DonatoriNati e Quarto Savona Quindici, di concerto con il Ministero dell’Istruzione, la Prefettura, il Comune di Torino e la Polizia di Stato, ha coinvolto cittadini e istituzioni a tutto campo.
Dopo avere partecipato alla cerimonia dello svelamento della teca con la QS15, gli Studenti, presso la Sala delle Colonne in piazza Palazzo di Città, hanno incontrato Tina Montinaro ̶ vedova del capo-scorta del giudice Falcone e presidente della Quarto Savona Quindici ̶ e Claudio Saltari, presidente nazionale di DonatoriNati.
«La consapevolezza del passato getta le fondamenta per un futuro migliore. La Quarto Savona 15 deve continuare a viaggiare nella mente e nel cuore dei cittadini e dei giovani, per onorare chi ha donato la vita a difesa dello Stato» ha affermato Tina Montinaro. «Siccome mio marito mi ha insegnato cosa significa fare il proprio dovere, io ho voluto portare avanti questa missione, perché loro (i ragazzi) devono sapere, vedere cosa è successo … Sappiamo perfettamente che non è solo una strage mafiosa … e quindi noi dobbiamo andare alla ricerca della verità, perché non esiste niente di più bello: ricercare la verità e fare in modo che certe cose non accadano più in questo Paese …; ecco perché io vi chiedo aiuto e ho bisogno di voi. Per fare questo dovete sapere, documentarvi, parlarne, e sapere che in questo Paese avete avuto dei grandi uomini».
Come ha fermamente sostenuto Claudio Saltari, «Memoria e Solidarietà hanno un unico filo conduttore: la legalità. Il nostro obiettivo è promuovere la cultura della donazione del sangue e la legalità, affinché i giovani seguano il nostro esempio e si sentano sempre più coinvolti». «Dobbiamo sensibilizzare i giovani alla cultura del dono e della memoria, affinché siano giovani e cittadini responsabili!» ha aggiunto Mirko Oropallo, presidente di DonatoriNati Piemonte.












“Avevamo capito che la lotta alla mafia non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, che coinvolgesse tutti e, specialmente, le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e, quindi, della complicità” (Paolo Borsellino).
“Sono morti per noi e abbiamo un grosso debito verso di loro. Questo debito dobbiamo pagarlo, gioiosamente, continuando la loro opera,… facendo il nostro dovere” (Paolo Borsellino).
“Ricordo la felicità di Falcone e di tutti quelli che lo affiancavamo quando egli mi disse «La gente fa il tifo per noi!»: significava soprattutto che il nostro lavoro stava anche smuovendo le coscienze” (Paolo Borsellino).
“La strage di Capaci appartiene all’intero Paese, riguarda tutti noi, perché quando muore un magistrato, un poliziotto, un carabiniere, un uomo dello Stato ha perso l’intero Paese, non abbiamo perso solo i familiari… Ecco, quel giorno loro hanno perso la battaglia, … ragazzi, però, vi prego: la guerra dobbiamo vincerla noi… e, se vogliamo, possiamo farcela!” (Tina Montinaro).
“Il mio dolore appartiene a me, ma la memoria no: la memoria deve appartenere a tutti quanti voi!” (Tina Montinaro).
“… perché nella vita non conta quanto si vive, ma come si vive, cosa si fa su questa terra; e ognuno di noi deve fare il proprio dovere, ognuno di noi deve fare la cosa giusta: questo significa essere dei bravi cittadini…” (Tina Montinaro).
“Tenete alta la testa e la schiena dritta!” (Felicia Bartolotta, madre di Giuseppe Impastato).
“Chi era Falcone? Un uomo che alle parole faceva seguire i fatti. Quando il procuratore di Palermo gli disse «Giovanni, mettiti in un’altra macchina. Fai andare avanti Costanza, che se succede qualcosa non sei in quell’auto», Falcone, senza pensarci su due volte, risposte istintivamente: «Non lascio Costanza da solo». Poi salì in macchina, prese posto accanto a me… Ecco chi era Falcone, un grande uomo, prima ancora che uno straordinario magistrato” (Giuseppe Costanza, autista di Falcone sopravvissuto alla strage).
Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2025


